Google
si fà il browser
Dopo l'anticipazione a fumetti, il rilascio della prima beta di
Google Chrome , il
browser open source di Google, è avvenuto. Rilasciato in
quaranta lingue, per ora Chrome è disponibile solo per
Windows Xp e Windows Vista, mentre le versioni per Linux e Mac
dovrebbero arrivare nei prossimi mesi.
Tre gli atout evidenziati
al momento del lancio e ben spiegati in un video rilasciato su
YouTube
, velocità, stabilità e sicurezza figurano al primo
posto.
I browser attuali, è
l'assunto di partenza, sono stati progettati per un utilizzo diverso
del Web, è l'assunto di partenza. Oggi, sul Web si utilizzano
più applicazioni rispetto al passato ed è necessario
che anche i browser vi si adattino. Con Chrome si è cercato
di coniugare queste accresciute esigenze, garantendo nel contempo
la velocità. "Con Chrome abbiamo voluto che tutto
fosse il più veloce possibile, da JavaScript fino al motore
di rendering". E la scelta, per garantire velocità
e leggerezza, è caduta su WebKit.
Non basta, naturalmente.
Un altro degli obiettivi sui quali il team di sviluppo di Chrome
ha lavorato è stata la stabilità: "L'obiettivo
era mantenere il browser molto veloce anche nell'accesso a siti
molto pesanti e ricchi di contenuti multimediali, mantenendo nel
contempo la stabilità. Per farlo, il sistema è stato
sviluppato in modo tale che ogni applicazione viene eseguita nel
proprio ambiente, isolata da tutte le altre". Più
concretamente, per gli sviluppatori del progetto era importante
garantire che nel caso in cui si verifichi qualche problema, non
vada in crash l'intero browser, ma solo la singola scheda, lasciando
normalmente attive le altre.
E poi c'è
la sicurezza
Chrome è sviluppato
su una architettura multiprocessore nella quale ciascun render
viene eseguito in un processo separato: questo significa che un
processo non può dunque comunicare con un altro e che ciascuna
pagina web viene aperta viene trattata separatamente, come un
compartimento distinto rispetto agli altri. Tutto questo, con
l'obiettivo di offrire maggiore protezione ai navigatori.
Importantissimo, va da sé,
anche il lavoro sull'interfaccia. "Un approccio minimalista",
si dichiara. I partecipanti al gruppo di lavoro sostengono di
aver discusso ciascun singolo pixel, con l'obiettivo di ridurre
al minimo la presenza del browser, per consentire al navigatore
un'esperienza totalmente incentrata sui contenuti. Il tutto, naturalmente,con
un occhio alla facilità di utilizzo. In questa direzione
va la scelta di una barra che riunisce search e address o la visualizzazione
di una pagina che include snapshot dei siti più visitati,
ricerche recenti e bookmark all'apertura di una nuova tab, o ancora
la Sandbox che presenta dei suggerimenti in fase di inserimento
di un indirizzo.
Particolarmente enfatizzata,
poi, è l'idea che Google Chrome sia un progetto open source.
Per Google si tratta di una svolta importante e per questo non
solo la società riconosce il contributo di altri progetti
open source che hanno fornito significativi contributi alla tecnologia
browser, ma conferma l'intenzione di renderlo disponibile in modo
che gli altri possano prenderne spunto e in modo da poter a sua
volta prendere spunto dalle idee degli altri.
Fonte: ilsole24ore
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